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sabato 18 dicembre 2010

Come le api vedono il mondo

Vi siete mai chiesti come le api vedono il mondo? So perfettamente che non si tratta di una domanda che sorge naturalmente quando andate al lavoro o quando gustate un cucchiaio di miele...ma ve lo siete mai chiesto?
Se lo sono chiesto i ricercatori dell'Imperial College London e della University of London, che hanno creato il Floral Reflectance Database (FReD) per scoprire come le api vedono il mondo che le circonda.

Il FReD consente di vedere i colori delle piante attraverso gli occhi delle api e di altri insetti impollinatori. "Questa ricerca mostra come il mondo che noi vediamo non è il mondo fisico, o quello 'reale'. Animali diversi hanno sensi molto diversi, dipendentemente dall'ambiente nel quale operano" spiega Lars Chittka, professore della School of Biological and Chemical Science. "Buona parte del mondo colorato, accessibile alle api e ad altri animali dotati di recettori ultravioletti, è completamente invisibile a noi. Per poter vedere quella parte invisibile del mondo, abbiamo bisogno di uno strumento speciale".

I ricercatori hanno creato un database raccogliendo le misurazioni di riflettanza di petali e foglie di molte varietà differenti di piante. Queste misurazioni mostrano il colore delle piante sia attraverso il tradizionale spettro luminoso (che noi percepiamo), sia attraverso le frequenze luminose a noi invisibili.

In questo modo, ogni ricercatore potrà accedere al database e capire come un determinato insetto vede il mondo. Sappiamo, infatti, che alcuni insetti percepiscono determinate frequenze luminose, frequenze disponibili nelle misurazioni spettroriflettive del FReD.

Questi dati potrebbero fornire un prezioso aiuto per comprendere più a fondo i meccanismi dell'impollinazione, o determinati comportamenti di alcune specie di insetti, che sembrano vedere delle "piste di atterraggio" sui fiori, piste invisibili all'occhio umano.

Queste piste sono una strategia che alcune piante hanno adottato per poter guidare gli insetti al nettare, favorendo la diffusione nell'ambiente di polline. "Spesso si può trovare, in uno schema simmetrico radiale, un'area centrale di colore diverso. In altri fiori, ci sono anche dei puntini al centro per indicare dove si trova un orifizio utile alle api per prelevare nettare con le loro lingue".

"Abbiamo bisogno di capire che tipo di ambiente luminoso dobbiamo generare nelle serre commerciali per facilitare il rilevamento di fiori da parte delle api" dice Chittka. Secondo lui questo database, oltre ad avere lo scopo di comprendere meglio i complessi meccanismi che regolano la vita quotidiana degli insetti impollinatori, potrebbe fornire preziosi strumenti per migliorare le applicazioni commerciali legate a questi insetti.

Oltretutto, la ricerca non si limiterà solo alla comprensione degli insetti, ma anche allo studio dei meccanismi evolutivi che hanno portato le piante moderne ad avere certi colori. "Speriamo che questo lavoro possa aiutare i biologi a capire come le piante si siano evolute in differenti habitat, dalla biodiversità del Sud Africa agli ambienti freddi dell'Europa settentrionale. I record del FReD potrebbero mostrarci come il colore di un fiore sia potuto cambiare nel corso del tempo, e come questo fiore sia collegato ai differenti insetti che lo impollinano, e ad altri fattori del loro ambiente locale".


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