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sabato 11 settembre 2010

Vulcani su mondi lontani? Possiamo osservarli

Possiamo avvistare vulcani in eruzione su pianeti lontani? La risposta più appropriata sarebbe "molto probabile" (non sarei così ottimista da dire "si", almeno per ora). Un recente studio dello Smithsonian Center for Astrophysics sembra ritenere possibile l'avvistamento di eruzioni vulcaniche su esopianeti.

"Ci vorrebbe qualcosa di davvero tremendo, un'eruzione che getta un sacco di gas nell'atmosfera" spiega Lisa Kaltenegger. "Utilizzando il James Webb Space Telescope, potremmo individuare un'eruzione da 10 a 100 volte più potente del Pinatubo su stelle relativamente vicine".

Il sogno di appassionati e professionisti in campo astronomico è riuscire ad immaginare in modo realistico l'aspetto di un mondo extraterrestre. E' un procedimento estremamente complicato, se non impossibile, con la tecnologia di oggi. Possiamo infatti dire se un pianeta è un gigante gassoso o è composto soprattutto da roccia, possiamo farci un'idea dell'atmosfera e del clima in base ad analisi chimiche di massima e alla vicinanza alla stella attorno alla quale orbita. Ma oltre a questi dati, ben poco possiamo fare per immaginare più nel dettaglio l'aspetto di questi pianeti lontani.

Rilevare fenomeni di vulcanismo potrebbe però essere un elemento davvero importante per restringere il campo. Kaltenegger ed i suoi colleghi di Harvard, Wade Henning e Dimitar Sasselov, hanno sviluppato un modello di eruzione di vulcani su un pianeta extrasolare basandosi sulle eruzioni vulcaniche terrestri.

Una delle tracce più evidenti di eruzione su un esopianeta sarà l'anidride solforosa, prodotta da fenomeni di vulcanismo esplosivo. "Le nostre prime 'annusate' di vulcani su un pianeta extrasolare saranno abbastanza puzzolenti!" afferma Kaltenegger, riferendosi al tipico odore di uova marce dell'anidride solforosa. "Vedere un vulcano in eruzione su un esopianeta ci mostrerà differenze o somiglianze tra i diversi pianeti rocciosi".

Di certo, servirà un'eruzione di proporzioni colossali. L'eruzione del Pinatubo con la quale si fa il paragone ha emesso nell'atmosfera 17 milioni di tonnellate di anidride solforosa. Il Pinatubo non è il massimo della potenza vulcanica espressa dalla geologia terrestre: il Tambora, nel 1815, fu 10 volte più potente.

Sulla Terra, questo tipo di eruzioni non sono frequenti. "Un'eruzione delle proporzioni del Tambora non accade spesso qui sulla Terra, ma potrebbe essere più comune su un pianeta giovane, o con una forte interazione gravitazionale, come Io" spiega Henning. "Una volta che si rileva un'eruzione, si può continuare ad osservare il pianeta in attesa di altre, per apprenderne se eruzioni frequenti sono comuni su altri pianeti".

Come si osserva l'anidride solforosa su altri pianeti? La tecnica è nota come "eclisse secondaria", e richiede un transito del pianeta di fronte alla sua stella. A quel punto, si analizza la luce della stella parzialmente occultata dal pianeta, si sottrae la luminosità della stella non occultata, e si ottiene la traccia luminosa del pianeta, che fornisce importanti informazioni sulla chimica di un mondo lontano.




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