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sabato 13 marzo 2010

Titano, un mondo di roccia e ghiaccio con i «mattoni» della vita

La superficie della luna di Saturno è collinare e ricca di laghi di metano, che contiene molecole di carbonio
MILANO - Il primo identikit della luna che aiuta a decifrare l’origine della Terra finalmente è completato, grazie anche agli scienziati italiani dell’Università La Sapienza di Roma. La luna in questione è Titano che ruota attorno a Saturno. Più grande della nostra Luna (il suo raggio è infatti di 2.575 chilometri) è anche la seconda come dimensioni del sistema solare dopo Ganimede che accompagna invece Giove. Ma la cosa più importante è che Titano si troverebbe, per certi aspetti, nelle condizioni simili a quelle della Terra nelle sue origini. Quindi è un ambiente che contiene gli elementi dai quali sulla Terra è scaturita la vita. Ecco perché la Nasa e l’Esa europea hanno spedito due sonde unite assieme battezzate Cassini e Huygens e quest’ultima è scena alla superficie di Titano trasmettendoci dati interessanti e anche qualche immagine. Cassini invece è rimasta in orbita saturniana e continua a scandagliare il pianeta inanellato e anche le sue lune, Titano compreso. E ciò grazie ad una radar costruito in Italia da Thales Alenia Space la cui antenna serve anche per trasmettere i dati a Terra. Ora gli scienziati dell’università di Roma La sapienza, Luciano Iess e Paolo Tortora, e dell’Università di Bologna, Paolo Tortora, assieme ai colleghi del Jet Propulsion Laboratory della Nasa, utilizzando un esperimento di radio scienza imbarcato a bordo della sonda Cassini e finanziato dall’agenzia spaziale italiana Asi, sono giunti ad un importante risultato pubblicato sulla rivista americana Science.




ROCCIA E GHIACCIO - «Studiando il comportamento della sonda e la sua velocità con variazioni di soli cinque millesimi di millimetro¬ - spiega Luciano Iess – siamo riusciti a ricostruire il campo di gravità della luna e determinare la sua natura su cui si discuteva da tempo». Così si è giunti a stabilire che la massa di Titano formata da roccia e ghiaccio è distribuita in modo omogeneo dal centro alla superficie. Nella sua storia, inoltre, non ha mai raggiunto una temperatura elevata la quale è rimasta intorno a 1.200 gradi Kelvin, poco più di 800 gradi centigradi. «E questo vuol dire – nota Iess - che si è formata in tempi lunghi, circa un milione di anni o poco più, mentre i pianeti e le altre lune hanno preso forma più rapidamente». Il panorama di Titano è collinare perché vi sono elevazioni in genere di 2-300 metri e le vette più alte raggiungono al massimo gli 800 metri. Niente catene montuose, dunque, perché se vi fosse ad esempio grandi iceberg, data la natura del suolo soffice e plastico finirebbero per sprofondare.



OCEANO LIQUIDO - Ma c’è un mistero. «Forse sotto la crosta c’è un oceano liquido – racconta Iess – come ad esempio sulla luna gioviana Europa. Ora cercheremo di scoprirlo». Intanto in superficie sono distribuiti laghi di metano e la superficie è spazzata da piogge metanifere: l’ambiente dunque è infernale però il metano contiene molecole di carbonio, un elemento necessario alla vita. Ma da dove viene il metano? «Questo è un altro enigma – aggiunge Iess - perché dovrebbe scomparire nell’arco di un milione di anni se non fosse continuamente alimentato. Dunque l’ipotesi è che vi siano delle sorgenti di metano». Il prossimo obiettivo della ricerca? «Effettuare misure per scoprire l’eventuale presenza delle maree». Si aspettano altre scoperte.


tratto da: http://www.corriere.it/

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