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mercoledì 1 dicembre 2010

Nasa,il 2 dicembre convoca conferenza stampa che "avrà impatto sulla ricerca di vita extraterrestre"

Oggi la NASA ha annunciato una conferenza stampa per il 2 Dicembre che dovrebbe avere impatto sulla ricerca di vita extraterrestre. Precisamente il comunicato della Nasa recita in inglese"an astrobiology finding that will impact the search for evidence of extraterrestrial life.". Traducendo in maniera letterale: La Nasa terrà una conferenza stampa il 2 dicembre prossimo venturo per discutere una scoperta astrobiologica che impatterà sulla ricerca della vita extraterrestre. La materia dunque è l'astrobiologia, la scienza che studia l’origine, la distribuzione ed il futuro della vita nell’universo”. Ma di cosa si tratta precisamente? Alcuni pensano che ci sia una relazione con la scoperta di una sottilissima atmosfera composta da ossigeno e anidride carbonica rinvenuta dalla Cassini sulla seconda piu' grande luna di Saturno, Rhea. E' la prima volta in assoluto che un veicolo spaziale osserva e cattura direttamente molecole di ossigeno che appartengono all'atmosfera di un corpo celeste diverso dalla Terra e che potrebbero essere alla base di una chimica complessa, prerequisito per l'esistenza di forme di vita. Speculazioni? Capiamone di più.
Chiariamo subito le cose: non si parla di alieni, ufo, e qualsiasi tipo di speculazioni collegate. Ma di chimica organica e mattoni della vita. Per capirci meglio, qualche giorno fa è giunta notizia che l’atmosfera di Rhea, luna ghiacciata di Saturno, contiene ossigeno e anidride carbonica ed è quindi potenzialmente compatibile con la vita.

Benché la recente scoperta getti una nuova luce su Saturno e la sua luna, non bisogna dimenticare che, qualche anno fa, ritrovamenti simili erano stati effettuati anche dalla sonda Galileo, che stava indagando sui satelliti del pianeta Giove. Anche il quel caso, però, nessuna traccia inequivocabile di vita.

Spiega meglio la questione Ben Teolis, uno dei più importanti ricercatori che han preso parte al progetto Cassini: «I dati raccolti indicano che Rhea è troppo freddo e privo di acqua allo stato liquido, necessaria per la vita così come la conosciamo». La situazione sarebbe diversa solo se ospitasse anche acqua liquida: «Se ossigeno e anidride carbonica fossero trasportati dalla superficie in un eventuale oceano sommerso, allora si creerebbe un ambiente ospitale per la formazione di composti più complessi».

Potrebbe essere successo che sia stata scoperta una fonte di acqua allo stato liquido? Effettivamente questa condizione sarebbe rivoluzionari nell'approccio della possibilità di vita fuori dal nostro pianeta. Sarebbe la prima volta che succede. Tuttavia potrebbero esserci altre ipotesi.
Per esempio qualche amminoacido scoperto in un meteorite. Esattamente l'anno scorso si era parlato di residui fossili organici dentro il meteorite ALH84001 caduto in Antartide 13mila anni fa e ritrovato nel 1984: la roccia di cui è composto proverrebbe da Marte, e in essa vi sarebbero tracce di microrganismi che però, secondo chi sostiene tesi contrarie, potrebbero essersi depositati sulla roccia dopo l'impatto con il nostro pianeta. Nuovi studi?

Gli elementi costitutivi della vita

Per quanto riguarda poi gli elementi costitutivi della vita, quasi tutti gli scienziati sono ormai d’accordo nell’affermare che il materiale di base deve essere ovunque lo stesso: il carbonio. Sappiamo infatti che per avere un sistema vivente occorre utilizzare un mezzo in grado di immagazzinare e replicare grandi quantità di informazioni che la nostra specie ha acquisito nel corso di centinaia di migliaia di anni di evoluzione. I risultati di queste esperienze sono codificati nei geni che ci dicono come dobbiamo vivere . Senza queste informazioni non potremmo sopravvivere. L’essenza della vita consiste nell’accedere a queste grandi quantità di informazioni, di essere in grado di replicarle e trasmetterle alla generazioni successive. Tutto ciò richiede molecole complesse, e quindi la vita non può essere basata che su un atomo che sia in grado di creare molecole molto grandi e complicate, e, allo stesso tempo stabili. Se si considerano gli atomi disponibili, il carbonio è l’unica scelta possibile. Esso infatti forma legami molto forti (doppi e tripli) ed è per di più molto versatile: le varietà possibili di proteine a base di carbonio sono 20 alla centesima. Il silicio, possibile sostituto del carbonio, non sembra avere la stessa versatilità e stabilità.
Oltre all’elemento base è necessario per la vita anche un opportuno solvente con determinate proprietà:

•deve essere abbondante e presente in fase liquida
•pressione e temperatura devono mantenerlo liquido
•deve essere stabile a lungo
•non deve avere un punto di ebollizione troppo basso: perché la vita si sviluppi è necessario che le reazioni chimiche siano piuttosto veloci. Come la temperatura diminuisce la velocità di reazione diminuisce. Dato che la vita richiede tempi lunghi, se le reazioni avvenissero lentamente, le forme viventi non avrebbero tempo di evolversi prima della morte della stella.
•non deve essere tanto reattivo da scomporre molecole complesse in soluzione
•deve dissolvere una vasta specie di molecole semplici e complesse.
•Sulla Terra questo ruolo è svolto dall’acqua che risponde a queste richieste un maniera unica. Essa infatti:

1.bolle ad una temperatura relativamente alta
2.ha la più alta costante dielettrica
3.forma ghiaccio che galleggia
4.è scarsamente reattiva con la maggioranza dei composti
5.nella maggioranza dei composti si scioglie senza decomporsi
•Gli ambienti più favorevoli alla vita si basano dunque sul binomio acqua-carbonio che crea circostanze simili a quelle terrestri.


Forse un indizio potrebbe venire dai relatatori dell'incontro :
- Maria Voytek: dirigente del programma di Esobiologia al quartier generale della NASA a Washington.
- Felisa Wolfe-Simon: ricercatrice NASA di Astrobiologia, alla US Geological Survey, Menlo Park in California.
- Pamela Conrad: astrobiologa NASA alla Goddard Space Flight Center, Greenbelt, Md.
- Steven Benner: Fondazione Applied Molecular Evolution, Gainesville, Fla.
- James Elsner: docente all'Arizona State University, Tempe.

Per chi non volesse perdersi l'evento ricordiamo la sezione NASA TV in streaming video
Esiste anche una sezione dedicata alle attività di astrobiologia della NASA

Restiamo in attesa, senza alimentare false illusioni, ma consapevoli che una scoperta che portasse alla conferma di un mattone della vita, su Marte, Titano o qualsiasi altro oggetto celeste sarebbe di vitale importanza.

Qualunque cosa succeda ve ne daremo conto.


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