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martedì 16 novembre 2010

Lucertola auto-clonante scoperta in ristorante vietnamita

Per quanto strano possa sembrare, un piatto popolare in Vietnam si è rivelato essere a base di una lucertola precedentemente sconosciuta alla scienza. Non solo: la Leiolepis ngovantrii si riproduce per clonazione, senza la necessità di un maschio.


Non è un caso raro: circa l'1% delle lucertole possono riprodursi per partenogenesi, senza la necessità di un esemplare maschio. Le femmine ovulano spontaneamente, e clonano loro stesse producento figli dotati della stessa impronta genetica.
"In Vietnam mangiavano da tempo queste lucertole" dice l'erpetologo L. Lee Grismer della La Sierra University. "In questa parte del delta del Mekong, i ristoranti servivano questa specie sconosciuta".

Un collega vietnamita di Grismer, Ngo Van Tri, ha scoperto lucertole di questa specie in un ristorante nella provincia di Ria-Vung Tau. Notando che tutte le lucertole erano stranamente somiglianti l'una all'altra, Ngo ha inviato alcune immagini a Grismer, che ha iniziato a sospettare di aver osservato solo esemplari femmine per via del fatto che le lucertole del genere Leiolepis hanno colori diversi in base al sesso. E nessun esemplare maschio sembrava comparire nelle fotografie.

Grismer ha quindi viaggiato a Ho Chi Minh City, prenotando al ristorante una delle lucertole. Anche altri ristoranti hanno offerto le lucertole a Grismer, e gli studenti locali hanno contribuito a prelevarne altre in libertà, aiutando il ricercatore a raccogliere quasi 70 esemplari. Tutti di sesso femminile, ovviamente.

Questa specie di lucertola è probabilmente un mix di due specie venute in contatto per la vicinanza dei loro habitat, creando un ibrido. Il DNA mitocondriale ha mostrato che la madre era probabilmente una Leiolepis guttata, mentre ancora nulla si sa sul padre di questo ibrido, che rimane non identificato.

La Leiolepis ngovantrii potrebbe essere in pericolo di estinzione. Anche se non è rara in natura, disporrebbe di un patrimonio genetico scarsamente variabile proprio a causa del suo meccanismo di riproduzione, che non aggiunge informazioni nuove al genoma di queste lucertole. La variabilità genetica infatti è un fattore che contribuisce a mantenere sana una specie animale sul medio-lungo termine.

Le mutazioni genetiche quindi, non essendoci riproduzione sessuata, avvengono in modo casuale. Questo di certo non gioca a favore delle possibilità di sopravvivenza di questa specie, dato che una mutazione casuale può essere favorevole, ma spesso risulta essere penalizzante.

Ci sono tuttavia casi in cui una specie animale dotata di scarsa variabilità genetica può risultare più sana nel breve termine. Un esempio è il mulo, un ibrido del cavallo e dell'asino. "Sono sterili, ma sono animali molto robusti, tanto che sono gli animali da lavoro preferiti, anche se non possono riprodursi. Per cui, quello che si ha da una lucertola 'unisex' è fondamentalente un mulo in grado di clonare se stesso". dice Charles Cole, curatore dell'American Museum of Natural History di New York.

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