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venerdì 2 aprile 2010

Scoperta nella galassia nana dello Scultore una stella che potrebbe appartenere alla seconda generazione di astri formatisi dopo il Big Bang.

Per determinare quanto vecchia possa essere una stella, gli astronomi cercano di risalire alla sua composizione chimica. Il loro obiettivo è valutare quale sia l'abbondanza dei metalli, cioè gli elementi chimici più pesanti di idrogeno ed elio. Poichè tale abbondanza rispecchia la disponibilità di questi elementi chimici al momento della formazione della stella, più una stella è antica e più risulterà povera di metalli.


Andare a caccia di stelle così vecchie, però, non è impresa facile. Anna Frebel (Harvard-Smithsonian CfA) e i suoi collaboratori, convinti che i metodi finora impiegati non fossero completamente affidabili, hanno provato a seguire una strada differente. Anzichè osservare una stella per volta, hanno ideato un sistema che permettesse loro di stimare in un unico colpo le abbondanze metalliche di un gran numero di stelle. Hanno poi rivolto la loro attenzione alla popolazione stellare della galassia nana dello Scultore, posta a 290 mila anni luce di distanza. All'origine della scelta il fatto che, essendo le galassie nane i blocchi elementari dai quali si sono formate quelle più grandi, è altamente probabile che contengano anche la popolazione stellare più antica.
Il nuovo metodo ha dato i suoi frutti: in mezzo alle vecchie stelle di quella galassia, infatti, i ricercatori hanno individuato un astro di gran lunga più vecchio degli altri. Le misure spettroscopiche di una stellina di 18a magnitudine denominata S1020549 effettuate con il telescopio Magellan-Clay a Las Campanas in Cile hanno indicato che si era in presenza di un astro incredibilmente povero di metalli. In S1020549, infatti, l'abbondanza di metalli era cinque volte inferiore a quella rilevata finora nelle stelle di una galassia nana, circa 6000 volte inferiore a quella che si osserva per il Sole.
"E' probabile che questa stella sia vecchia quasi come lo stesso universo" - ha commentato la Frebel. Forse non è proprio così: S1020549 non può certo appartenere alla prima generazione di stelle, ma le probabilità che appartenga a quella immediatamente successiva sono davvero molto elevate.

Links - Collegamenti:
http://www.cfa.harvard.edu/news/2010/pr201003.html

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