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lunedì 8 marzo 2010

Gli scienziati studiano le tragedie del Titanic e del Lusitania: due tempistiche molto diverse.

Posted by GUARDIAMO A 370° 16:07, under ,,, | No comments

Sul Titanic vinse la solidarieta' mentre 'affondo'' l'istinto egoistico di sopravvivenza, ecco perche' dalla tragedia della nave uscirono vivi soprattutto donne e bambini, ovvero i piu' indifesi.




La nave naufrago' lentamente, in modo da dare il tempo ai passeggeri di ragionare e mettere in secondo piano l'istinto di sopravvivenza che rende egoisti. Secondo quanto riferito sulla rivista dell'Accademia Americana delle Scienze 'PNAS', quindi, nel guidare il comportamento umano in situazioni di vita o di morte e' anche la pressione del tempo.



Se c'e' poco tempo per ragionare, hanno desunto ricercatori guidati da Benno Torgler, della Scuola di economia e finanza della Queensland University a Brisbane, vince il 'si salvi chi puo', cioe' prevale l'istinto di autoconservazione. Cosi' e' successo sulla Lusitania, che affondo' in pochi minuti; infatti in questo caso, mossi da istinto di sopravvivenza e incapaci di pensare in modo solidaristico per mancanza di tempo, si salvarono soprattutto maschi e giovani adulti, i piu' abili a cercare una via di salvezza in modo autonomo.



Il Titanic, affondato nell'aprile 1912 dopo aver colpito un iceberg, si porto' in fondo all'oceano 1.517 persone. Tre anni dopo, nel maggio 1915, la Lusitania venne colpita da una nave tedesca, affondando con 1.198 persone.



La tempistica delle due tragedie fu pero' molto diversa, il Titanic impiego' quasi tre ore per essere 'risucchiata' dall'oceano, mentre la Lusitania ando' giu' in pochi muniti lasciando ai suoi passeggeri pochissimo tempo per pensare a cosa fare. Nonostante le molte similitudini, dalle due tragedie uscirono salve tipologie di persone molto diverse: dal Titanic soprattutto donne e bambini e persone che accompagnavano bambini; dalla Lusitania soprattutto maschi e giovani adulti dai 16 ai 35 anni. Gli scienziati hanno ragionato su queste differenze, e compreso che la ragione sta nella durata di ciascuna tragedia.

tratto da: http://www.ansa.it/

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