Panoramica:

sabato 8 gennaio 2011

Celle solari stampate su carta (anche igienica)

Per dimostrare un nuovo metodo di fabbricazione di celle solari, in grado di stamparle su materiali estremamente sottili e flessibili, i ricercatori dell' MIT hanno ricoperto di celle fotovoltaiche dei fogli di carta igienica. Di certo, il substrato scelto non è il massimo per la creazione di celle solari performanti, ma mostra la versatilità del nuovo metodo di stampa, in grado di contenere i costi i produzione e di espandere la gamma di applicazioni per il fotovoltaico.

Karen Gleason, professoressa di ingegneria chimica all' MIT, ha mostrato come si possano stampare celle solari su una varietà di materiali delicati e flessibili, come carta di riso, plastica, o fogli estremamente sottili di carta tradizionale.

La nuova tecnica non richiede l'utilizzo di solventi, e lascia intatto il substrato su cui vengono applicate le celle solari. Il metodo è stato definito oCVD (oxidative chemical vapor deposition), e comporta la deposizione di vapori di un monomero in aggiunta ad un agente ossidante, che assieme vanno a creare una plastica conduttiva, definita PEDOT, la cui capacità di conduzione viene aumentata di circa 1000 volte grazie all'aggiunta di particelle d'argento.

Le celle solari così stampate possono essere piegate e allungate senza che le loro proprietà vengano compromesse. Nei test di laboratorio, i ricercatori hanno piegato un substrato stampato di plastica per più di 1000 volte, dimostrando come l'efficienza sia rimasta pressochè intatta (99%) dopo quello stress.

Per dimostrare ulteriormente la robustezza del nuovo metodo, i ricercatori hanno stampato le celle solari su un foglio di carta, che hanno poi piegato per realizzare un aeroplanino. Nonostante le pieghe, il foglio ha continuato a generare corrente elettrica.
Per dimostrare un nuovo metodo di fabbricazione di celle solari, in grado di stamparle su materiali estremamente sottili e flessibili, i ricercatori dell' MIT hanno ricoperto di celle fotovoltaiche dei fogli di carta igienica. Di certo, il substrato scelto non è il massimo per la creazione di celle solari performanti, ma mostra la versatilità del nuovo metodo di stampa, in grado di contenere i costi i produzione e di espandere la gamma di applicazioni per il fotovoltaico.

Karen Gleason, professoressa di ingegneria chimica all' MIT, ha mostrato come si possano stampare celle solari su una varietà di materiali delicati e flessibili, come carta di riso, plastica, o fogli estremamente sottili di carta tradizionale.

La nuova tecnica non richiede l'utilizzo di solventi, e lascia intatto il substrato su cui vengono applicate le celle solari. Il metodo è stato definito oCVD (oxidative chemical vapor deposition), e comporta la deposizione di vapori di un monomero in aggiunta ad un agente ossidante, che assieme vanno a creare una plastica conduttiva, definita PEDOT, la cui capacità di conduzione viene aumentata di circa 1000 volte grazie all'aggiunta di particelle d'argento.

Le celle solari così stampate possono essere piegate e allungate senza che le loro proprietà vengano compromesse. Nei test di laboratorio, i ricercatori hanno piegato un substrato stampato di plastica per più di 1000 volte, dimostrando come l'efficienza sia rimasta pressochè intatta (99%) dopo quello stress.

Per dimostrare ulteriormente la robustezza del nuovo metodo, i ricercatori hanno stampato le celle solari su un foglio di carta, che hanno poi piegato per realizzare un aeroplanino. Nonostante le pieghe, il foglio ha continuato a generare corrente elettrica.
Per dimostrare un nuovo metodo di fabbricazione di celle solari, in grado di stamparle su materiali estremamente sottili e flessibili, i ricercatori dell' MIT hanno ricoperto di celle fotovoltaiche dei fogli di carta igienica. Di certo, il substrato scelto non è il massimo per la creazione di celle solari performanti, ma mostra la versatilità del nuovo metodo di stampa, in grado di contenere i costi i produzione e di espandere la gamma di applicazioni per il fotovoltaico.

Karen Gleason, professoressa di ingegneria chimica all' MIT, ha mostrato come si possano stampare celle solari su una varietà di materiali delicati e flessibili, come carta di riso, plastica, o fogli estremamente sottili di carta tradizionale.

La nuova tecnica non richiede l'utilizzo di solventi, e lascia intatto il substrato su cui vengono applicate le celle solari. Il metodo è stato definito oCVD (oxidative chemical vapor deposition), e comporta la deposizione di vapori di un monomero in aggiunta ad un agente ossidante, che assieme vanno a creare una plastica conduttiva, definita PEDOT, la cui capacità di conduzione viene aumentata di circa 1000 volte grazie all'aggiunta di particelle d'argento.

Le celle solari così stampate possono essere piegate e allungate senza che le loro proprietà vengano compromesse. Nei test di laboratorio, i ricercatori hanno piegato un substrato stampato di plastica per più di 1000 volte, dimostrando come l'efficienza sia rimasta pressochè intatta (99%) dopo quello stress.

Per dimostrare ulteriormente la robustezza del nuovo metodo, i ricercatori hanno stampato le celle solari su un foglio di carta, che hanno poi piegato per realizzare un aeroplanino. Nonostante le pieghe, il foglio ha continuato a generare corrente elettrica.


Questo nuovo metodo non è soltanto applicabile alla stampa di celle solari, ma si può sfruttare per la realizzazione di elettronica flessibile, come tessuti hi-tech e display flessibili.

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