Panoramica:

sabato 11 settembre 2010

Dettagli del bacino di Schrödinger


Questa mappa geologica molto dettagliata del bacino di Schrödinger, formata dall’impatto con un oggetto di grandi dimensioni, è un mosaico colorato di vari materiali che comprende l’anello più piccato (quello interno di color marrone), la recente attività vulcanica (in rosso), vari crateri (in giallo), e le zone pianeggianti (verde scuro e chiaro). Crediti: NASA/Scott Mest.

Una nuova mappa geologica del bacino lunare Schrödinger diventa una sorta di dipinto istantaneo dai molteplici colori utile per spiegare i vari eventi che si sono presentati sul nostro saliteelite in un periodo di tempo dell’ordine dei milioni di anni. Questo sito geologico è ancora relativamente giovane con i suoi 3.8 miliardi di anni ed è anche il secondo bacino più grande (con un diametro dell’ordine di 320 chilometri) che possiamo trovare sulla Luna, in una regione molto vicina al Polo Sud dove si pensa esistano delle sacche di ghiaccio permanenti.

Scott Mest, ricercatore che lavora presso il Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt nel Maryland, insieme ai suoi colleghi e in collaborazione con il Planetary Science Institute ha ricavato questa mappa. E’ la più dettagliata che abbiamo, ottenuta combinando i dati di tipo topografico del Lunar Orbiter Laser Altimeter, strumento del Goddard che si trova a bordo del Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) -attualmente in orbita intorno alla Luna- con delle immagini e dati spettrali ottenuti dalle missioni precendenti, quelle della Clementine e del Lunar Prospector. Questa mappa potrà aiutare i ricercatori a capire la storia geologica della Luna e a identificare i siti di atterraggio idonei per le future esplorazioni.

Schrödinger è uno esempio interessante di bacino chiamato “peak ring” (che potremmo tradurre come “anello montagnoso”). Come il bordo del bacino (l’anello più esterno in color marrone), anche il più piccolo e frammentato peak ring (l’anello più interno in marrone) rappresenta una regione montuosa della crosta che si è rialzata dopo che un oggetto enorme, probabilmente di 35-40 chilometri di diametro, si è schiantato sul suolo lunare.

Queste aree di crosta rialzate sono tra le più antiche rocce del bacino e praticamente anche l’unico materiale che non è stato sciolto dal calore con l’impatto. Il materiale fuso è stato schizzato in tutte le direzioni per formate le pianure. Le chiazze pianeggianti possono avere una trama differente e un albedo pure leggermente differente, qui indicato dal verde scuro e dal verde chiaro, a causa del raffreddamento del materiale avvenuto in istanti diversi. Delle fratture (rappresentate dalle linee nere) si sono formate nel fondo del bacino man mano che il materiale si raffreddava.

Il Bacino di Schrödinger è una delle poche aree vicine al Polo Sud lunare con un’evidente attività vulcanica recente. Questa include le colate di lava sulla superficie (aree in beige) e anche le eruzioni esplosive da una sorta di “bocca” entro la zona rossa: questa bocca ha fatto sollevare il materiale scuro che ricopre le pianure (la zona rossa).
Materiale vulcanico più antico è stato schizzato su una regione più vasta (regione in grigio-verde). Un numero di crateri più recenti formatisi da oggetti minori ha fatto allontanare il materiale (regioni gialle) vicino alla sommità del bacino. Vicino a questa (verde-giallo chiaro) vi è una regione con una trama con varie protuberanze che fa pensare a del materiale libero arrivato da crateri esterni al bacino o da una frana sull’orlo del bacino.


0 commenti:

Posta un commento

lasciate pure i vostri commenti! oppure scriveteci per email: a370gradi@yahoo.it

Vetrina Aggiornamenti

Iscriviti per email

Archivio Blog

Blog Archive