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venerdì 18 dicembre 2009

Da Ardi all'acqua sulla Luna

I dieci passi della scienza nel 2009

La palma d'oro delle scoperte alla nostra antenata vecchia 4,4 milioni di anni

MILANO — Ardi è la vincitrice della top ten scientifica del 2009. È una vittoria ipotecata dal momento in cui è stata annunciata la sua scoperta all'inizio di ottobre dopo quindici anni di ardue ricerche. La rivista americana Science l'ha giustamente scelta come la più importante tra le dieci che hanno segnato l'annata. Ardi (Ardipithecus ramidus) è il nostro più antico antenato e ha spodestato la famosa Lucy che deteneva da oltre trent'anni il primato, spostando più lontano nel tempo le origini: da 3,2 milioni di anni a 4,4 milioni. Sono due ominidi femmine trovati nello stesso luogo, la depressione di Afar in Etiopia, e per questo Tim White dell'Università di California, alla guida del progetto, ipotizzava che dalla prima arrivasse la seconda e quindi l'uomo aggiungendo: «Questo non è un comune fossile. Non è uno scimpanzé. Non è un essere umano. Però ci mostra come eravamo». Ardi, pesava un cinquantina di chilogrammi, aveva mani grandi, viveva sugli alberi, e quando scendeva camminava eretta sui due piedi. I suoi tratti erano un miscuglio tra gli esseri più primitivi e i suoi progrediti successori. Usava foglie, rametti ma non pietre. Capirlo, identificarla e costruirne l'identikit non è stato facile per i 47 ricercatori di diverse discipline e di nove nazioni impegnati nel decifrare 150 mila reperti di animali e piante. Alla fine ci sono riusciti avvicinandoci un po' di più al momento dell'evoluzione quando i due rami dell'uomo e dello scimpanzé si sono separati presumibilmente tra cinque e 10 milioni di anni fa.




PULSAR - L'annata scientifica che ora si chiude tra le discussioni sul cambiamento climatico è stata particolarmente ricca in tutti i campi e non solo nella paleoantropologia. Dal cielo sono arrivate altre conquiste come un nuovo tipo di stelle Pulsar scoperte dal satellite «Fermi» della Nasa, ma con strumenti anche italiani forniti dall'Asi e dall'Inaf. Sono stelle di neutroni che ruotano veloci lanciando potenti lampi di raggi gamma. Assieme c'è la rinascita del telescopio spaziale Hubble dopo la riparazione effettuata dagli astronauti. Appena ha riaperto gli occhi è stato capace di fotografare le più antiche galassie mai viste e formatesi addirittura 600 milioni dopo il Big Bang.



ACQUA SULLA LUNA - Per lo spazio vicino, invece, la scoperta più elettrizzante è stata l'acqua sulla Luna scovata nella nube sollevata dalla sonda Lcross fatta apposta precipitare dalla Nasa in un cratere del polo Sud. Qui si ipotizzava la presenza del ghiaccio portato da antiche comete e conservatosi perché coperto da ombre perenni. La sua esistenza oltre ad arricchire la conoscenza del nostro satellite naturale apre nuove possibilità nella futura colonizzazione intorno al 2020.



MEDICINA E AGRICOLTURA - Ma altrettanto affascinanti sono i risultati ottenuti nell'allungare la vita dei topi, cioè dei mammiferi, con una sostanza, il Rapamicin, e nella terapia genetica. Una tecnica messa a punto da scienziati europei ed americani si dimostra efficace nell'affrontare terribili malattie cerebrali e alcuni disordini del sistema immunitario. Guardando alle necessità alimentari ed energetiche importante è la comprensione di una molecola (recettori Aba) che aiuta le piante a difendersi dalla siccità. Ciò consentirà di proteggere meglio le coltivazioni in climi aridi incrementando produzione e qualità e di favorire l'insediamento di nuove piantagioni in suoli marginali da cui ricavare carburanti biologici.



NUOVI MATERIALI - Ulteriori passi significativi hanno riguardato la chimica individuando rilevanti proprietà del «grafene» formato da atomi di carbonio, le cui alte proprietà conduttive promettono interessanti applicazioni nell'elettronica e nei materiali legati alle nuove energie. In questa direzione si muove pure l'entrata in funzione al National Accelerator Laboratory di Menlo Park in California, del primo laser a raggi X. È una sorta di supermicroscopio il cui impiego sarà prezioso — e per questo è entrato nelle «top ten» — per guardare all'interno della materia su scala atomica. Ma per il 2010 la rivista Science che cosa immagina? Rilevanti progressi nella comprensione del cancro, nell'applicazione delle cellule staminali nelle malattie neuropsichiatriche, nella ricerca dell'antimateria dell'universo e nel volo spaziale. Aspettiamo e vedremo.

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