Brasile, quello strano blackout che sembrava un "messaggio"



Nella notte tra il 10 e l’11 novembre, per quasi tre ore, 18 stati del Brasile e l’intero Paraguay, per un totale di 800 città, sono rimasti senza luce, senza acqua, senza civiltà. In questi tre giorni sono state tante le ipotesi sulle cause che hanno paralizzato la centrale elettrica Itaipu. Tra queste l’intervento degli hacker.

di CLAUDIA MIGLIORE


Chiusi in ascensore. Dentro la metropolitana. Seduti in un ristorante o molto banalmente sotto la doccia. Dieci milioni di persone. Saranno state impegnate nelle più diverse attività. Per dieci milioni di persone tra il Brasile e il Paraguay la notte tra il 10 e l’11 novembre sarà stata la più lunga della loro vita. Per oltre tre ore la loro vita si è fermata. Al buio. Quello nero, quello che spaventa i bambini e che, con il passare delle ore, avrà spaventato anche loro. L’ansia ha avuto tutto il tempo di trasformarsi in angoscia e di montare in paura. Di non riuscire a muoversi. Di non sapere cosa stava accadendo. Congetture, ipotesi, in quelle ore e nei giorni immediatamente successivi.

Blackout e numeri ricorrenti

La notte tra il 10 e l’11 novembre il Brasile e il Paraguay sono stati messi in ginocchio. Dal buio. 11.11.2009. Strani numeri. Anzi strano numero. L’undici. Ricorrente. Come accaduto nel giorno dell’attacco alle torri gemelle. 11.09.2001. L’undici, ricorrente, e non solo nella data.
Chissà se tra le tante cose passate veloci nei pensieri terrorizzati della popolazione sudamericana c’è stato anche questo.
Ma magari è solo una coincidenza. Un fatto curioso.
Il fatto vero invece è che l’”apagao”, come chiamano in linguaggio popolare brasiliano il blackout, non ha risparmiato nessuno. Nemmeno il Cristo Redentor.

E’ iniziato tutto alle 22.12 locali. Il guasto si è propagato all’intera rete e ha superato il confine nazionale, provocando un blackout di mezz’ora anche in Paraguay. La centrale di Itaipù non ha subito nessun danno evidente, ma per la prima volta da quando è stata costruita nel 1984 i tecnici hanno deciso di fermarne il funzionamento per alcune ore perché le turbine giravano a vuoto, incapaci di trasmettere energia. Tre incidenti simultanei alle linee di trasmissione hanno interrotto la diffusione dell’alta tensione. Strano, molto strano.

A Rio e a San Paolo la gente è rimasta bloccata sui treni e sulle metropolitane, è scesa dai convogli e camminando sui binari ha raggiunto le stazioni. Per le strade, illuminate solo dai fari delle auto, e con i semafori spenti il traffico è diventato caotico. Solo dopo circa tre ore, dopo l’una di notte, il blocco è stato eliminato e la luce ha cominciato lentamente a tornare. Ma il caos maggiore si è verificato il giorno dopo quando milioni di persone si sono alzate senz’acqua per lavarsi o fare il caffé. Durante tutta la mattinata, telefoni e cellulari hanno funzionato a singhiozzo, così come i servizi web. Le banche – fortemente informatizzate in Brasile – hanno funzionato a rilento così come molti altri servizi pubblici. Molte scuole sono rimaste chiuse. Un’atmosfera ed un quadro da film apocalittico.



Ma il Brasile non è nuovo a questi eventi. Due grandi blackout si sono verificati nel 2001 e nel 2004 e altri, meno rilevanti, ci sono stati nel 2005 e nel 2007. Le cause climatiche sono la principale spiegazione data dal Governo. Fulmini, temporali, uragani, trombe d’aria. Il Brasile non è nuovo anche a questo. Un fulmine potrebbe essere caduto su una delle centrali di smistamento dell’alta tensione provocando il blackout. E’ così che le autorità hanno liquidato l’accaduto.

Ma non tutti la pensano allo stesso modo.

Blackout e hacker

In un servizio andato in onda domenica scorsa, la Tv americana CBS ha suggerito che i blackout, tutti e tre i grandi blackout, sono da attribuire ad hacker penetrati nel sistema di controllo dell’energia. Esperti brasiliani e internazionali mettono in discussione le cause climatiche. Semplici fulmini non spiegherebbero un blackout perchè il sistema e’ progettato per rimanere stabile anche con forti perturbazioni climatiche’. Le cause sono altre. E per gli americani non ci sono dubbi. I motivi? Non sono noti. Economici o forse simbolici. E allora, magari quel numero, quell’undici, non è proprio così causale.

tratto da: http://www.gialli.it/

Lasciate pure un commento!