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venerdì 16 gennaio 2009

Mistero: la mummia del “Similaun” ha un DNA estinto


Oetzi ha un Dna estinto. La scoperta è stata fatta dal gruppo dell’Istituto di tecnologie biomediche del Cnr, che ha sequenziato il patrimonio genetico mitocondriale dell’uomo di Similaun, la mummia rinvenuta nel 1991 in Alto Adige. Da questa analisi e’ risultato evidente come Oetzi facesse parte di un ceppo genetico oggi non piu’ esistente a livello mondiale. Il lavoro viene pubblicato sulla rivista “Current Biology”.
Il Dna mitocondriale: la storia genetica dell’individuo“Si è deciso di iniziare la ricerca dal DNA mitocondriale” ha spiegato Gianluca De Bellis, capo dei ricercatori, “che a differenza del normale DNA cromosomico, contenuto nel nucleo che il figlio eredita metà dalla madre e metà dal padre, si trasmette unicamente per via materna: è una sorta di archivio molecolare della storia e delle migrazioni delle donne che lo hanno trasmesso alle generazioni successive. Dal punto di vista evolutivo, inoltre, il DNA mitocondriale risulta essere più soggetto alle variazioni molecolari dovute alle influenze dell’ambiente esterno, rispetto al Dna cromosomico che, racchiuso all’interno del nucleo della cellula, è più protetto. Questo rende il Dna mitocondriale un ‘orologio’ biologico dell’evoluzione molto più puntuale rispetto al Dna cromosomico, tali da fornire il tracciato dei cambiamenti evolutivi anche quando il lasso di tempo è di ’soli’ 5.000 anni, un periodo relativamente breve dal punto di vista evoluzionistico”.

Il ritrovamento di OetziLa mummia e’ stata rinvenuta per caso nel 1991 in un ghiacciaio della Val Senales, in Alto Adige, a oltre 3.000 metri di quota. La datazione al radiocarbonio ha collocato il reperto a circa 5.000 anni fa, come le mummie dell’antico Egitto, preservate nei millenni dal clima arido che pero’ ne ha irrimediabilmente compromesso la struttura del Dna. Oetzi invece possiede ancora un corredo cromosomico parzialmente integro, adatto a essere l’oggetto di studi molecolari, grazie alle bassissime temperature dei ghiacciai nei quali e’ rimasta per millenni.

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